26 Nov 2021
HUBERT AURIOL
Nato in Etiopia nel 1952, il leggendario Hubert Auriol, soprannominato “l’africano”, ha vissuto nel corno d’Africa per 12 anni prima di trasferirsi in Francia, vicino a Parigi. Da bambino già dimostrava di possedere un incredibile spirito competitivo e una vera e propria attrazione per la velocità. L’Africa gli era rimasta nel cuore: conosceva bene l’Etiopia e tutta l’Africa orientale, ma sognava di scoprirne la parte occidentale che ancora gli era sconosciuta. Quando Thierry Sabine iniziò a organizzare la Dakar, ci vide l’opportunità unica di realizzare il sogno della sua vita. Il 26 dicembre del 1978, partiva da Parigi la prima edizione della Dakar, e Auriol era tra i partecipanti, al costo di enormi sacrifici, in sella ad una Yamaha XT. Due anni più tardi, alla guida di una BMW ufficiale, Auriol portava a casa la sua prima vittoria per la casa tedesca. La prima di una lunga serie. Qualche anno dopo, a seguito di un incontro con Gian Paolo Marinoni e Roberto Azzalin, si unì al nuovo team Cagiva, che egli stesso contribuì a costruire. Il debutto del team avvenne nel 1984, al Rallye d’Algérie. 3 i piloti: Auriol, Marinoni e Picard. La moto di Hubert non arrivò al traguardo, ma il pilota francese aveva intuito il grande potenziale di quella moto e di quel team. Presto Auriol poté collaudare la nuova Elefant 750. La sua prima partecipazione al Dakar con la Elefant fu segnata da problemi alla pompa del carburante che iniziarono nelle prime fasi della gara, già prima dell’arrivo a Tamanrasset. Il morale era al minimo poiché lo stesso problema aveva colpito anche le altre due motoi, e il team aveva accumulato un certo ritardo. Dopo la risoluzione del problema, Auriol e la sua Cagiva furono protagonisti di una rimonta spettacolare. Sembrava avere la vittoria in pugno quando, poco prima dell’arrivo a Dakar, sgli coppiò letteralmente il motore, costringendolo al ritiro. L’edizione 1986 fu invece segnata dalla tragedia: cominciata e finita nel peggiore dei modi con la morte di Marinoni in seguito alla sua caduta in prossimità dell’arrivo. Nel 1987 Auriol ci riprovava, ingaggiando una lotta all’ultimo sangue con Cyril Neveu. Un duello esaltante. Neveu era in testa, tallonato da Auriol che lo aveva quasi ripreso quando questi prese in pieno un ceppo nascosto nell’erba alta. Si spezzò entrambe le caviglie, ma in qualche modo riuscì a risalire in sella alla sua Elefant 850 e finire la tappa tra indicibili sofferenze. Quell’anno, a Dakar ci arrivò nell’elicottero che lo trasportava in ospedale. Hubert Auriol rimane ad oggi uno dei protagonisti più amati e carismatici del team Lucky Explorer, e una leggenda immortale della Parigi-Dakar.
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